MARIANNA SODDU

MARIANNA SODDU

Psicologa, Psicoterapeuta

Preparazione al parto in ipnosi

Foto di Josh McGinn

Fin dagli inizi della sua storia, l’ipnosi ha raccolto l’attenzione del mondo scientifico in quanto importante coadiuvante, se non tal volta sotituto, nel trattamento del dolore. Nella prima metà del Novecento fu proprio l’ipnosi, praticata in particolare in contesto anglosassone, ad essere utilizzata per curare i feriti di guerra in condizioni di gravi emergenze mediche, attraverso tecniche di analgesia o di vera e propria anestesia. Nei primi anni Trenta invece il focus attentivo in Russia si era spostato sul trattamento del dolore del parto, considerato però solo nella sua accezione medica, trascurando quasi completamente invece la componente psicologica. Trattare il dolore del parto solo nella sua componente fisica, puntanto quindi all’anestesia della paziente, significava inevitabilmente privare la donna della possibilità di partecipare in prima persona e in modo attivo a questo evento, e non erano rari i casi di donne che dopo il parto non si rendevano conto di aver partorito e avevano difficoltà a riconoscere il proprio bambino.

Fu solo a partire dal 1946, grazie agli studi dell’ostetrico inglese Grantly Dick Read, che la componente psicologica del dolore del parto venne riconosciuta come fondamentale nel processo di studio e di cura del dolore stesso.

In Italia è grazie al Prof. Giampiero Mosconi che vediamo, a partire dal 1958, un impiego di quella che oggi chiamiamo “psicoprofilassi” o “training al parto”, un insieme di tecniche ipnotiche volte ad educare la donna a fare ciò per cui è stata programmata: partorire. Attraverso il trainig è possibile interrompere la catena negativa paura-dolore-contrazione rendendo la donna padrona del proprio corpo, competente di ciò che le sta accadendo e in grado di vivere l’esperienza del parto come un evento spontaneo, naturale e felice.

Il training si compone di otto sedute, a partire dall’ottava settimana precedente la data del parto e si compone essenzialmente di sue parti fondamentali: una prima parte di educazione ostetrica, durante la quale alla donna vengono spiegati  tutti i dettagli del momento del travaglio e del parto; nella seconda parte invece, avvalendosi della trance ipnotica, si permette alla donna di vivere quei momenti in una situazione rilassante, e di accedere così alle competenze specifiche sul parto che ogni donna porta con sè nel suo inconscio. La paziente poi tra una seduta e l’altra potrà riascoltare il contenuto delle sedute in modo da rendere più efficaci gli apprendimenti, e sarà in grado di metterli in atto al momento opportuno in totale autonomia, senza quindi aver bisogno del terapeuta al suo fianco. Attraverso il trainig al parto è possibile offrire a tutte le donne che lo desiderano la possibilità di vivere il parto in modo attivo ma riducendo notevolmente l’ansia, la paura e la percezione del dolore fisico, rendendo l’esperienza positiva e sicura tanto per il benessere della madre quanto per quello del bambino.

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